Magie e incognite della Apple alle prese con la successione di Jobs
Ancora una volta Apple ha stupito tutti con i suoi dati di bilancio: martedì notte, a mercati chiusi, il gruppo di Cupertino ha rilasciato le cifre del terzo trimestre fiscale che hanno battuto di gran lunga le attese degli analisti, grazie alle vendite di iPhone e iPad. La casa della Mela ha chiuso il trimestre con un utile netto di 7,31 miliardi di dollari su un fatturato di 28,57 miliardi; dati che vanno al di là delle più rosee aspettative.
15 AGO 20

Il titolo Apple ormai veleggia sul nuovo record storico, avendo sfondato la barriera dei 400 dollari e con un guadagno del 20 per cento nell’ultimo mese e del 50 per cento nell’ultimo anno. Le uniche ombre all’orizzonte riguardano adesso la successione a Steve Jobs e la gamma di prodotto. Secondo fonti del Wall Street Journal, il consiglio di amministrazione della società starebbe cercando un rimpiazzo all’amministratore delegato, da tempo alle prese con una difficile malattia.
Sul fronte del prodotto, invece, emerge che Apple è sempre più fabbrica di gadget hi-tech piuttosto che di computer: le vendite di Mac sono infatti state rosicchiate da iPhone e IPad, con i computer di casa venduti “solo” in 3,95 milioni di esemplari (unico dato sotto le attese degli analisti, che si aspettavano vendite per 4 milioni). Avanti quindi con una razionalizzazione della gamma: ieri è arrivata la conferma alle indiscrezioni che si rincorrevano da mesi sul Web, per cui il portatile MacBook bianco è stato messo gloriosamente in pensione, e l’entry level è da ora costituito dal nuovo ultraportatile MacBook Air. Rinnovato anche il modello base per i pc da tavolo, il Mac Mini, ma la novità più importante è costituita dal nuovo sistema operativo Mac OS X Lion, che punta sull’effetto traino per aumentare la quota Apple (per ora rimasta a livelli di nicchia) nel settore dei pc. Per il nuovo iPhone, ormai core business della casa, bisognerà attendere invece settembre.
Il rinnovamento della linea di prodotto Apple, notano gli esperti del settore, è ormai talmente veloce che acquistare un manufatto della Mela senza ritrovarsi un modello vecchio nel giro di una settimana è operazione che richiede formazione e timing semiprofessionali: in questo caso il Web aiuta. Il sito MacRumors.com, ad esempio, dà indicazioni proprio come sui titoli di Borsa, con rating basati sul ciclo di vita medio di ciascun prodotto: sul Macbook bianco infatti fino a ieri il consiglio era “don’t buy”, perché l’ultimo aggiornamento risaliva a 425 giorni fa, contro una vita media di questo prodotto di 195 giorni. Sul MacBook Pro (quello in alluminio) il consiglio è “comprate solo se vi serve veramente” (143 giorni su 215).
Via libera invece per i computer da tavolo iMac (“buy”, in quanto appena rinnovato, 75 giorni di vita contro una media di 229); su iPad 2 è “neutral” (“nel mezzo del ciclo produttivo, con una vita di 128 giorni in una media di 342); azzeccato infine anche il rating sul MacBook Air (“don’t buy”, 270 su 336 giorni), altro modello che ieri è stato appunto rinfrescato. Rating più affidabili delle varie Standard & Poor’s.